venerdì 13 novembre 2009

Lasciarsi alle spalle...


Vorrei poter lasciare tante cose alle spalle. 

Questo senso di inadeguatezza, questo guardarmi continuamente intorno alla ricerca di qualcosa di buono, poiché distoglie il mio sguardo da quello che possiedo. 
Questo non riuscire a vedermi. 
Questo stare costantemente impegnato nel dover dimostrare quello che sono e a volte anche quello che non sono, perché ne sono consapevole ma spesso lo dimentico.
Vorrei poter lasciare alle spalle tutti quei ricordi che induriscono il cuore, che lo costringono a doversi difendere da se stesso, da quell'esagerata percezione delle emozioni che produce e dalla paura nel provarle che ne deriva.
Vorrei potermi sedere su una roccia e osservare il mondo con gli occhi di un fanciullo che vede tutto per la prima volta, senza dover sentire quella noia di già visto che anestetizza lo sguardo nell'apprezzare i colori.
Avere del tempo per poter ascoltare quello che ho da raccontarmi, vedere quello che sento e sentire quello che vedo, raccogliere i frutti della semina dei buoni propositi ed avere la convinzione di aver impegnato tutto me stesso nel coltivarli.
Vorrei poter capire ciò per cui vale la pena rimanere a lottare, credendoci almeno quel minimo necessario per trovare la forza di muovere i passi.
Vorrei poter comprendere che c'è sempre un meglio a cui non dover rinunciare e capire qual'è il giusto mezzo per ottenerlo o conservarlo.
Vorrei poter lasciare alle spalle i pensieri tristi ed i rimpianti di non aver fatto abbastanza quando avrei potuto, i sogni per i quali non ho combattuto e le battaglie nelle quali mi sono arreso.
Vorrei poter lasciare alle spalle la comodità di non aver voluto vedere le falle che hanno fatto affondare la mia arca, perché adesso nessuna colomba della pace torna verso di me con un ramo d'ulivo. Perché adesso non c'è pace.
Vorrei poter lasciare alle spalle la vana speranza che il perduto possa tornare perché alcune cose non tornano. 
Vorrei poter lasciare alle spalle la solitudine regalata da chi ha deciso che andarsene era meglio per tutti, vorrei lasciare alle spalle le persone che facendo la loro migliore scelta hanno fatto il peggiore dei danni, che si sono chiamati fuori salutandomi per sempre, senza rendersi conto che quando un vaso si rompe, anche se lo aggiusti, la crepa rimane e lo rende più fragile, fragile come un animo segnato da mille dolori, che per smettere di soffrire decide di non sentire e di non provare, creando un'intercapedine emozionale che mi fa respirare un vuoto immenso.
Vorrei poter fare tutto questo... ma guardandomi allo specchio il mio sguardo passa attraverso perché sono aria, fumo, illusione, trasparenza, perché se mi guardo nel petto non vedo il cuore, perché la testa comanda e si deve difendere.
La non accettazione è il mio difetto, il mio desistere dal mettermi in gioco perché sono finiti gli stimoli, la chiusura la mia condanna ed il cambiamento la mia salvezza.
La strada è lunga ed io mi sto trascinando, ma lasciarsi alle spalle tutto questo significherebbe perdere le mie origini, dimenticare da dove sono venuto e che percorso ho fatto per arrivare fin qui e questo non sarebbe giusto per me stesso, che nonostante tutto sono costretto a vivere qui dentro, nella speranza un domani di potermi considerare uomo, perché il ragazzo...
L'ho lasciato alle mie spalle.




giovedì 12 novembre 2009

Rabindranath Tagore – "Come in un sogno"


Come in un sogno,
l'amore viene con passi silenziosi.




                                  http://www.youtube.com/watch?v=WsQ4TL0d7MQ

mercoledì 11 novembre 2009

Alla Vita - Nazim Hikmet


La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'aldilà.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro il muro, ad esempio, le mani legate
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli altri uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più povero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.






L'inizio... La fine...

Quando decidiamo l'inizio o la fine delle cose? 
Come facciamo ad accontentarci di vivere solo nel mezzo? 
Vediamo solo questo?
Solo quello che c'è nel mezzo? 
Solo quello che tangibilmente viviamo? 
Siamo coscienti quando diamo inizio ad un percorso?
Oppure preferiamo lasciarci vivere? Eppure le nostre scelte segnano il passo.
Permettono di cambiare la direzione delle storie, stabilire quanti abbracci ci restano da dare alle persone da cui ci separiamo, per quanti minuti possiamo ancora colmare i nostri occhi del loro sguardo.
Come accettare passivamente tutto questo?
Spero di riuscire comprendere, un giorno, la giusta formula per non pagare un dazio troppo grande in caso di altri addii per i quali non posso fare nulla se non accettarne il manifestarsi. Non voglio pensare che sia solo egoismo nel doversi separare dagli affetti.
Non voglio pensare che la paura di non soffrire ci metta nella condizione di dover tarare la nostra mente su un'illusoria eternità emotiva. Il principio dell'Alfa e Omega. L'inizio. La fine.
E noi ancora a vivere nel mezzo, con l'incoscienza di vivere il primo e l'incapacità di accettare la seconda...
http://www.youtube.com/watch?v=q1yYo1V0uoM


martedì 10 novembre 2009

Quando



Quando doni parole di conforto e ti viene restituito silenzio,

Quando respiri per chi il respiro te lo toglie,

Quando una lacrima non scioglie il dolore ma ti ricorda che sei ancora capace di provarlo,

Quando il dolore che provi ti rende consapevole che hai un cuore che batte,

Quando il tuo cuore batte perché sei capace di amare,

Quando l'amore che provi esalta i tuoi sensi e ti rende felice,

Quando la felicità che provi riempie i tuoi giorni,

Quando vorresti che i tuoi giorni così non finissero mai,

Quando alla fine di quegli stessi giorni ti volti e vedi che la strada percorsa è tanta,

Quando tutta quella strada percorsa traccia il senso di ogni tua singola scelta,

Quando ogni singola scelta fatta ti ha reso come sei,

Quando capisci che così come sei vai bene,

Quando accade tutto ciò hai il privilegio, mentre ti volti a guardare indietro senza rimpianti, di sorridere a ciò che hai vissuto,

Quando riesci a sorridere a ciò che hai vissuto,

Nulla potrà turbare il tuo saluto al mondo, nella consapevolezza, che non ti sei mai risparmiato in ogni singolo passo che hai compiuto per arrivare fin qui.