Vorrei poter lasciare tante cose alle spalle.
Questo senso di inadeguatezza, questo guardarmi continuamente intorno alla ricerca di qualcosa di buono, poiché distoglie il mio sguardo da quello che possiedo.
Questo non riuscire a vedermi.
Questo stare costantemente impegnato nel dover dimostrare quello che sono e a volte anche quello che non sono, perché ne sono consapevole ma spesso lo dimentico.
Vorrei poter lasciare alle spalle tutti quei ricordi che induriscono il cuore, che lo costringono a doversi difendere da se stesso, da quell'esagerata percezione delle emozioni che produce e dalla paura nel provarle che ne deriva.
Vorrei potermi sedere su una roccia e osservare il mondo con gli occhi di un fanciullo che vede tutto per la prima volta, senza dover sentire quella noia di già visto che anestetizza lo sguardo nell'apprezzare i colori.
Avere del tempo per poter ascoltare quello che ho da raccontarmi, vedere quello che sento e sentire quello che vedo, raccogliere i frutti della semina dei buoni propositi ed avere la convinzione di aver impegnato tutto me stesso nel coltivarli.
Vorrei poter capire ciò per cui vale la pena rimanere a lottare, credendoci almeno quel minimo necessario per trovare la forza di muovere i passi.
Vorrei poter comprendere che c'è sempre un meglio a cui non dover rinunciare e capire qual'è il giusto mezzo per ottenerlo o conservarlo.
Vorrei poter lasciare alle spalle i pensieri tristi ed i rimpianti di non aver fatto abbastanza quando avrei potuto, i sogni per i quali non ho combattuto e le battaglie nelle quali mi sono arreso.
Vorrei poter lasciare alle spalle la comodità di non aver voluto vedere le falle che hanno fatto affondare la mia arca, perché adesso nessuna colomba della pace torna verso di me con un ramo d'ulivo. Perché adesso non c'è pace.
Vorrei poter lasciare alle spalle la vana speranza che il perduto possa tornare perché alcune cose non tornano.
Vorrei poter lasciare alle spalle la solitudine regalata da chi ha deciso che andarsene era meglio per tutti, vorrei lasciare alle spalle le persone che facendo la loro migliore scelta hanno fatto il peggiore dei danni, che si sono chiamati fuori salutandomi per sempre, senza rendersi conto che quando un vaso si rompe, anche se lo aggiusti, la crepa rimane e lo rende più fragile, fragile come un animo segnato da mille dolori, che per smettere di soffrire decide di non sentire e di non provare, creando un'intercapedine emozionale che mi fa respirare un vuoto immenso.
Vorrei poter fare tutto questo... ma guardandomi allo specchio il mio sguardo passa attraverso perché sono aria, fumo, illusione, trasparenza, perché se mi guardo nel petto non vedo il cuore, perché la testa comanda e si deve difendere.
La non accettazione è il mio difetto, il mio desistere dal mettermi in gioco perché sono finiti gli stimoli, la chiusura la mia condanna ed il cambiamento la mia salvezza.
La strada è lunga ed io mi sto trascinando, ma lasciarsi alle spalle tutto questo significherebbe perdere le mie origini, dimenticare da dove sono venuto e che percorso ho fatto per arrivare fin qui e questo non sarebbe giusto per me stesso, che nonostante tutto sono costretto a vivere qui dentro, nella speranza un domani di potermi considerare uomo, perché il ragazzo...
L'ho lasciato alle mie spalle.





